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Pietro Creta, dal dolore alla speranza

Nel pieno rispetto della volontà di Pietro, la famiglia Creta ha deciso di dare il suo assenso per la donazione degli organi. Una decisione difficilissima, ma sicuramente un gesto importante anche perché nell’immediatezza ha dato loro la forza di superare il terribile momento della separazione dal figlio, dando quel minimo di serenità necessario per andare avanti.
Così, dopo un estremo intervento ed estenuanti quattordici giorni di intensa speranza, intervallati da momenti di sofferenza atroce ad attimi di fiducia, la mattina dell’8 maggio 2003, i genitori di Pietro Creta ufficializzano la volontà di loro figlio, autorizzando l’espianto dei suoi organi.
E’ stata una vera lotta contro il tempo, tenuto soprattutto conto che Pietro è rimasto nel reparto di rianimazione per due settimane, sottoposto a cure diverse, con uso di vari medicinali che, unitamente alle sue già gravissime condizioni di salute, riportate a seguito dell’incidente, hanno reso assai arduo il possibile espianto degli organi per la donazione.
Si è rimasti con il fiato sospeso per tutta un’intera notte, fino a quando è arrivata la telefonata del primario del reparto di Rianimazione confermante l’esito positivo dell’espianto e, in particolare, del cuore e del fegato.
TargaPer un’intera notte, presso l’Ospedale Rummo di Benevento, dove il giovane Pietro era ricoverato nel reparto di rianimazione, i medici del Rummo e due équipe mediche del San Camillo di Roma hanno operato per riuscire nell’espianto degli organi. Verso le ore 05:00, la nuova partenza per Roma utilizzando un elicottero dell’Aeronautica militare, precedentemente atterrato nell’area adiacente lo stadio S. Colomba, per il trasporto del cuore ed un’auto per il trasporto del fegato.
Grazie a questo importante gesto di generosità estrema, due giovani persone anonime oggi continuano ancora a vivere, con una prospettiva di vita senza dubbio migliore.
Segno manifesto del grande rispetto nutrito per questa importante scelta, il Comune di Cusano Mutri, con delibera di G.M. n. 150 del 09-05-2003, ha dedicato a Pietro una targa di ringraziamento per essere stato il primo cittadino cusanese ad aver tangibilmente preposto la sua vita a servizio degli altri concedendo loro il dono della vita.


LOTTA CONTRO IL TEMPO PER IL DUPLICE TRAPIANTO
Dal Rummo al San Camillo per salvare due vite Staffetta nella notte con l’utilizzo di un elicottero e di un’auto

Per un’intera notte sanitari dell’ospedale “Rummo” e del S. Camillo di Roma hanno operato per l’espianto degli organi del giovane deceduto in un incidente stradale. Era infatti deceduto nella giornata di giovedì all’ospedale “Rummo”, dove si trovava ricoverato nel reparto rianimazione, Pietro Creta, 19 anni, di Cusano Mutri, vittima di un incidente stradale avvenuto due settimane fa. Il giovane era a bordo del suo ciclomotore in una strada al centro del paese.
Il mezzo, secondo la ricostruzione dei carabinieri ha sbandato finendo violentemente contro un muro laterale. Soccorso, Pietro Creta era stato trasportato all’ospedale di Cerreto, quindi al “Fatebenefratelli”, infine al “Rummo” per un delicato intervento chirurgico. Giovedì dopo il decesso l’attuale primario della rianimazione Brunello Pezza ha avviato le procedure per precedere al trapianto degli organi. Al giovane deceduto sono stati espiantati cuore e fegato da due equipe mediche provenienti da Roma. In particolare per il trasporto del cuore da Benevento a Roma si è reso necessario utilizzare un elicottero dell’Aeronautica che è atterrato nell’area adiacente lo stadio S. Colomba intorno all’una.
Poi l’intervento per l’espianto e quindi la nuova partenza per Roma intorno alle cinque. I medici che hanno prelevato il fegato sono invece giunti in città in auto e sono ripartiti per Roma perché i tempi di trasporto in questo caso potevano essere più lunghi.
Non è la prima volta che la struttura ospedaliera sannita ha dato il suo apporto per trapianto di organi utilizzando gli apporti delle strutture specializzate operanti sul territorio nazionale. Ieri mattina poi il corpo dello sventurato giovane, i cui genitori avevano appunto donato gli organi, c’è stata la visita esterna da parte del medico legale Panarese e quindi il sostituto procuratore della Repubblica Capitanio ha autorizzato l’interro nel paese di origine.

Tratto da “IL Mattino” On Line di Sabato 10 Maggio 2003


IL PENSIERO DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II SUI TRAPIANTI NELL’EVANGELIUM VITAE
(Paragrafo 86, capitolo IV)

“Sarà la nostra esistenza a farsi accoglienza autentica e responsabile del dono della vita e lode sincera e riconoscente a Dio che ci ha fatto tale dono. È quanto avviene in tantissimi gesti di donazione, spesso umile e nascosta, compiuti da uomini e donne, bambini e adulti, giovani e anziani, sani e ammalati. È in questo contesto, ricco di umanità e di amore, che nascono anche i gesti eroici. Essi sono la celebrazione più solenne del Vangelo della vita, perché lo proclamano con il dono totale di sé; sono la manifestazione luminosa del grado più elevato di amore, che è dare la vita per la persona amata (cf. Gv. 15,13); sono la partecipazione al mistero della Croce, nella quale Gesù svela quanto valore abbia per lui la vita di un uomo e come questa si realizzi in pienezza nel dono sincero di sé. Al di là dei fatti clamorosi, c’è l’eroismo del quotidiano, fatto di grandi o piccoli gesti di condivisione che alimentano un’autentica cultura della vita. Tra questi gesti merita particolare apprezzamento la donazione degli organi compiuta in forme eticamente accettabili, per offrire una possibilità di salute e perfino di vita a malati talvolta privi di speranza.

 » LA DONAZIONE DEGLI ORGANI: ASPETTI SCIENTIFICI, ETICI, MORALI E LEGISLATIVI

 
se mi ami non piangere